Wednesday, November 18, 2009

EWA KOPACZ, il ministro che vorremmo.

kopacz
L’epidemia è una bufala ed il vaccino una truffa.


Finalmente un Ministro della Sanità coraggioso si schiera contro la truffa dell’influenza A, senza usare mezzi termini. Ecco l’intervento che Ewa Kopacz, medico e ministro della Sanità in Polonia, ha rilasciato in parlamento:

Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent’anni di pratica medica è sempre stata “prima di tutto non fare del male”. Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.

Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?

Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?

So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza? Dovremmo pagare per questo? Abbiamo già altri esempi: la Germania ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato. Solo il 13% dei tedeschi vuole assumere questa cura miracolosa subito, ma è un dato fortemente atipico perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%. Quindi, come mai solo il 13% dei tedeschi vuole farsi iniettare il vaccino contro la suina e non il 23% come accade solitamente per l’influenza stagionale? Il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo? Questo dato potrebbe indurci ad un ripensamento sull’acquisto del vaccino, un farmaco pressoché segreto, oppure no?

Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il 1° di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web e a trovare un qualsiasi effetto collaterale indesiderato. Cercate la conseguenza più trascurabile, trovatene anche solo una, come una piccola reazione allergica sulla pelle. Può succedere anche utilizzando il farmaco più sicuro al mondo. Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto! E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità? Perché non dicono “Meraviglioso! E’ un farmaco totalmente sicuro, quindi me ne assumerò io la responsabilità, lo metto sul mercato e tutto sarà chiaro e trasparente”, invece di addossare questo peso sulle nostre spalle, le spalle degli acquirenti?

Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo – controlli molto brevi a dire il vero – e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto piccolo: un tipo di vaccino è stato testato solamente su 160 volontari tra i 20 e i 60 anni, non infetti. Un altro tipo di vaccino è stato testato su 600 volontari tra i 18 e i 60 anni, tutti in perfetta salute. E’ un buon metodo questo? Mi rivolgo specialmente ai dottori presenti in questa sala: per me non è abbastanza sicuro. Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve ed utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo.

Inoltre, ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni ed anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale? Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina: causa molti più decessi e complicazioni più gravi. E’ mai stata dichiarata una pandemia per questo? A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato “Compriamo il vaccino per tutti!”? Non riesco a ricordarmene.

Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa.

Ewa Kopacz (Ministro della Sanità)

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Wednesday, October 14, 2009

Basta disinformazione, professor Garattini!

foto_bernardini

Lettera aperta all’Istituto di Farmacologia “Mario Negri”, alla Società Italiana di Farmacologia e ai principali organi di informazione italiani

di Simonetta Bernardini - Presidente SIOMI

Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata

L’antefatto. La cronaca di questi giorni ci sta ricordando la storia di un bimbo di sei anni affetto da fibrosi cistica, morto tre anni fa forse (ma questo dovrà appurarlo la magistratura) per errori terapeutici. Nella vicenda apprendiamo essere coinvolto un medico esperto in medicina ayurvedica. Il Prof. Garattini, nei suoi commenti sui giornali e alle televisioni, non ha perso occasione per fare di tutta l’erba un fascio, accomunando la medicina ayurvedica e quella omeopatica e classificando l’omeopatia come una medicina alternativa, priva di evidenze scientifiche. Ma cosa c’entra in questa dolorosa vicenda l’omeopatia?

Quando un medico della medicina ufficiale (convenzionale, classica o biomedicina come la si voglia definire) sbaglia, a sbagliare è il medico non la medicina. E questo purtroppo succede più di quanto si pensi. I medici americani sono molto più onesti, ammettendo che la medicina ufficiale e i suoi errori terapeutici e gli effetti mortali dei suoi farmaci costituiscono la terza causa di morte dei pazienti americani. E questo fa 750.000 morti l’anno. Statistiche che il Professore sicuramente conosce.

Quando un medico (e questo oltretutto ci risulta accada molto raramente) delle medicine complementari sbaglia, a sbagliare secondo Garattini non sarebbe neanche il medico. E’ sbagliata la medicina, la si deve buttare via, la si bruci sui roghi, la si esponga al pubblico linciaggio. Non solo: già che ci siamo approfittiamo di un triste fatto di cronaca, di un eventuale caso di malpractice della medicina, per buttarcele tutte sul rogo, in primis l’omeopatia, tutte le medicine che Garattini vorrebbe “alternative” alla biomedicina. Tutto da buttare? Secondo Garattini, si. Non importa se esse sono difese finanche dalla organizzazione Mondiale della Sanità, se sono medicine ufficiali in molte parti del mondo, se sono erogate dai servizi sanitari pubblici, se sono a disposizione negli ospedali, se la letteratura scientifica ne conferma l’efficacia. Sarebbe questa la corretta informazione da parte di un Ente che ha il dovere di informare ma certo non il diritto di disinformare?

Garattini afferma che “quando gli studi sono fatti bene si dimostra che in questi farmaci non c’è nessuna efficacia”. Non solo questo non è vero, ma quanti studi “fatti bene” hanno dimostrato l’efficacia di farmaci della biomedicina dei quali si è poi dimostrata, viceversa, l’inefficacia? Dei quali poi si sono contate, purtroppo anche a migliaia le vittime?

In nome di una corretta informazione la Società Italiana di Omeopatia e medicina Integrata ribadisce, ancora una volta, i concetti su cui basa una corretta visione di Medicina Integrata.

La SIOMI associa più di 1300 medici esperti anche in omeopatia, il 75% di essi lavora nel servizio pubblico, in Università, negli ospedale, nella pediatria e medicina di famiglia. Questi medici hanno scelto di avvalersi anche delle terapie omeopatiche poiché la biomedicina da sola non basta a curare le persone ammalate. Se fosse bastata, nessuno di loro avrebbe avuto bisogno di cercare ulteriori strumenti di cura. I cittadini che ricorrono all’omeopatia in Italia sono più di nove milioni di persone e più del 90% di essi (dati ISTAT) dichiarano di essere soddisfatti dei risultati. Se la biomedicina avesse risolto i loro mali non avrebbero cercato altre opportunità terapeutiche.

La pratica della medicina omeopatica deve essere affidata a medici preparati i quali devono utilizzarla a fianco della biomedicina, nei casi in cui essa si è dimostrata utile a migliorare le possibilità di guarigione dei cittadini e a diminuire gli effetti collaterali dei farmaci chimici. Questo atteggiamento del medico non ha niente di alternativo, infatti si parla, più opportunamente, di medicine complementari e di Medicina Integrata. Nel modello di Medicina Integrata promosso da dieci anni in Italia dalla SIOMI la medicina non deve privare i cittadini di farmaci salvavita e di ogni strumento diagnostico e terapeutico frutto del progresso scientifico, ma essa non deve ignorare altre tecniche terapeutiche complementari, e questo nell’interesse dei cittadini, con il fine ultimo di migliorare le opportunità di cura e di guarigione delle tante malattie croniche nei confronti delle quali la biomedicina dispone purtroppo di strumenti spesso inappropriati e inefficaci.

Non è vero, come vorrebbe far credere il prof. Garattini che la medicina omeopatica non ha evidenze di efficacia. Le conferme di efficacia sono sempre di più ed è ora che a queste ricerche vengano finalmente destinati adeguati finanziamenti. La rivista internet “Omeopatia33″ che SIOMI gestisce per l’Editore Elsevier (lo stesso editore per cui scrive il prof. Garattini) recensisce settimanalmente le evidenze di efficacia delle cure omeopatiche provenienti dalle ricerche internazionali.

Sulle medicine complementari non è più il tempo dei dialoghi fra sordi: si apra il Mario Negri ad un confronto culturale aperto, onesto e non preconcetto, poichè la guerra tra medicine, se è utile a chi avesse a cuore la difesa di un potere dominante in medicina, certamente non è utile alla salute dei cittadini.

Simonetta Bernardini
Presidente SIOMI
Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata

Sito internet: www.siomi.it
E-mail: s.bernardini@siomi.it


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Wednesday, May 14, 2008

AIDS: il vaccino non si farà



una delle tante elaborazioni fotografiche che vengono spacciate per il retrovirus HIV
(vedi il commento di Fabio Franchi)

Dopo aver sbandierato per anni l’imminente realizzazione di un vaccino contro “la peste del millennio”, adesso finalmente scienziati e ricercatori cominciano ad ammettere di avere ben poche possibilità di metterlo in pratica.

Un sondaggio realizzato dal quotidiano britannico The Indipendent tra i ricercatori più autorevoli del settore “ha rilevato un ‘profondo pessimismo’ nella comunità scientifica internazionale, soprattutto dopo il fallimento di un ultimo test che avrebbe potuto consegnare un vaccino entro la fine dell’anno scorso, l’ultimo di una serie di insuccessi che si ripetono da 25 anni” (1)

Dopo anni di propaganda a tamburo battente, questa impietosa conclusione degli eminenti scienziati è passata quasi sotto silenzio. Come sempre i portatori d’acqua del business scientifico si sono affrettati a far scomparire la notizia in qualche trafiletto.

Non resta che constatare come, ancora una volta, le mirabolanti promesse vengano regolarmente smentite a distanza di qualche anno. E che le ingenti somme spese siano andate ad alimentare una direzione di ricerca sterile e priva perfino di basi teoriche.
Ma nella strana storia dell’Aids ormai tutto è possibile.

Il caso italiano poi, manco a dirlo, è emblematico. L’equipe della dottoressa Ensoli, ricercatrice “di punta” nel campo del vaccino Hiv, nonostante le critiche e le polemiche che hanno accompagnato le sue dubbie ricerche (2) ha ottenuto dall’ISS, Istituto Superiore della Sanità, cifre davvero notevoli.

Secondo diverse fonti, tra cui la rivista scientifica Science (3), in tutto sarebbero stati stanziati dal governo italiano 52 milioni di euro, di cui 21 milioni di euro dal Ministero della Sanità per la sperimentazione in Italia e 31 milioni per un programma generale contro l’AIDS in Sud Africa, che include anche la fase II della sperimentazione.

Anche se ormai appare evidente che i risultati saranno pari a zero, lo smisurato stanziamento è il giusto premio che questi ed altri ricercatori ricevono per aver cavalcato la dottrina dominante, priva di riscontri davvero scientifici, ma alimentata da una accurata strategia del terrore, statistiche false, stime gonfiate ed inverificabili.

Di fronte ai tanti fallimenti e alla luce di nuove scoperte sulla natura dei retrovirus che nel frattempo sono state fatte (4), con un po’ di umiltà si sarebbero potute verificare strade alternative, come quelle proposte da Peter Duesberg e i suoi colleghi.

Ma non c’è da sperarlo, la Hubris scientifica continuerà nella sua strada sterile e autodistruttiva.
E noi saremo costretti, come sempre, a finanziarla.

(1) http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200804241330-eco-rt11090-art.html

(2) Il metodo Ensoli ha suscitato polemiche e perplessità perché nessuno dei due fondi è stato sottoposto al sistema di “peer-review” che prevede la valutazione dei progetti da parte di referees/revisori anonimi, competenti nella materia scientifica dei progetto e indipendenti dal proponente del progetto stesso.
Vedi : http://archivio.panorama.it/scienze/articolo/idA020001031668.art

(3) Science vol. 317 del 10 agosto 2007

(4) vedi: http://pensierolaterale.blog.com/Aids/, cap. 3, paragrafo PROGETTO GENOMA E RETROVIRUS

Posted by Gian Paolo Vallati at 22:55:54 | Permalink | Comments (3)

Tuesday, October 30, 2007

GLI IMPRENDITORI DEL CANCRO


Giampaolo Angelucci,
proprietario di “Libero” e di un impero di cliniche private

Una serie di articoli del prestigioso quotidiano “Libero”, ad opera dell’autorevole giornalista Peppe Rinaldi, tentano violentemente di screditare varie forme di terapie anti-cancro non ortodosse, a cominciare dalla terapia del dottor Hamer.

Un titolo per tutti: “Il pensiero cura il tumore - L’ultima truffa new age”.

La grande preoccupazione di questo servo delle multinazionali del farmaco è quella che la Nuova Medicina Germanica del dottor Hamer stia prendendo piede anche in Italia.

Ma c’è un motivo per tanto allarmismo livoroso. E ce lo spiega Marcello Pamio, organizzatore di un convegno sulla libertà di scelta terapeutica.

“Libero” e tutti i suoi servi sono a libro paga degli Angelucci, imprenditori proprietari di un impero di cliniche private, dove vengono somministrate le lucrosissime “cure” a base di chemioterapia e consimili.

Così tutto quello che può mettere in crisi il grande business, va stroncato sul nascere.  Gli affari prima di tutto.
Ricordatelo, ogni volta che sentirete parlare di Truffa o Ciarlatani, riferiti a metodi di cura alternativi.

Per chi voglia conoscere davvero quale sia la reale validità della chemioterapia consiglio di leggere “Chemioterapia, una pratica assassina”, (reperibile al link http://www.aerrepici.org/chemio.pdf ) del dottor Alberto R. Mondini, autore del libro Kancropoli, la Mafia del Cancro.

Posted by Gian Paolo Vallati at 11:32:26 | Permalink | Comments (9)

Friday, June 1, 2007

Risposta del Dottor Giuseppe Di Bella a “Il Sole 24 Ore”

 

Da oggi questo blog si occuperà principalmente di medicina alternativa, tecniche di guarigione naturale e autoguarigione.

E comincio dando spazio ad un uomo che si è trovato schiacciato dalla lobby criminale delle multinazionali farmaceutiche, il dottor Di Bella. Oggi, dopo la sua morte, il figlio Giuseppe prosegue la sua battaglia.

Questa è la sua lettera di risposta al solito articolo di giornalismo prezzolato al servizio della lobby:

Il consiglio superiore di sanità (CSS)diffuse nel dicembre 1997 un comunicato stampa contro il “Cosiddetto metodo Di Bella”, e malgrado un preciso mandato del Ministro Storace, non esaminò il razionale, il riscontro nelle banche dati medico scientifiche del MDB,nè concordò col sottoscritto, malgrado reiterate richieste, obiettivi e progettazione di uno studio retrospettivo secondo la normativa internazionale.

Non sottopose uno solo dei pazienti segnalati ad accertamenti ematochimici o strumentali.

E’ imminente la pubblicazione sul portale ufficiale www.metododibella.org (sezione News legislative) della documentazione scientifica completa che vanifica tutte le dichiarazioni contro il MDB riportate dal Sole 24 ore e riprese dal QN; e di tutti i documenti e corrispondenza con i Ministri Sirchia, Storace, e CSS. Per il CSS “La cura di Bella è nociva”, “bocciata senza appello”, non perché inefficace o tossica, ma perché ”nega l’accesso a farmaci antineoplastici di provata efficacia“.

I dati scientifici, quelli veri, non giornalistici, smentiscono i trionfali successi dei ”farmaci antineoplastici di provata efficacia” magnificati dal CSS, documentandone un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport,CT 2001-05-17]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen…” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici…”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br.J. Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia.

La sopravvivenza dei malati di tumore, quella vera, delle verifiche scientifiche, non giornalistico-televisive, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, molto meno alla radioterapia, e si riduce ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (Richards,BMJ2000;320:895–898). Del 29% solo il 2,5% era dovuto alla chemio, come pubblicato da Morgan G. e AA “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies”, sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60]. Questa fondamentale pubblicazione si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali, per accertare il reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza.

L’avvilente risultato: su cento ammalati la chemioterapia consente solo al 2,5% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali, Lopez nello studio clinico “Long–term results…Experience at the 20 th…” GacMed Mex [1998 mar. Apr,134(2):145-5] ha accertato che metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore. “La terapia oncologica sta facendo passi di grandi rilievo, gli anticorpi monoclonali“ proclama il CSS. Basta collegarsi al portale del National Cancer Institute, per comprendere le ragioni della delusione seguita alle grandi aspettative indotte dagli anticorpi monoclonali. A fronte di questi risultati della chemio, sono già pubblicati su riviste internazionali e reperibili in www.metododibella.org, studi che documentano, nelle malattie linfoproliferative, una sopravvivenza col MDB dell’ottanta per cento, e nei tumori polmonari in stadio 3° e 4° (critico-terminale), un incremento dell’aspettativa di vita del 270%, rispetto alle mediane di sopravvivenza ufficiali.

Digitando nella massima banca dati medico scientifica www.pubmed.gov “somatostatin or octreotide in cancer therapy”, chiunque può reperire 23.000 pubblicazioni a conferma del potente effetto antitumorale della Somatostatina e così per ogni componente del MDB come Melatonina ecc. In base a questi dati documentati e verificabili, lascio ai lettori di giudicare chi disprezza la Verità, Via della Vita, su quale terapia “debba scendere il sipario”, “i veti senza appello”, “le bocciature”. Redattrici de Il Sole, con i continui “cantare il requiem”, “celebrare il funerale” “recitare il de profundis” indulgete ad un’ossessiva terminologia funerea, dimenticate per un attimo la morte, volgetevi a considerare la bellezza dolce e infinita della vita, del rifiorire della vita nei tanti salvati dal quel “piccolo omino dai capelli bianchi” che sarà ancora ricordato quando di chi lo ha temuto, diffamato e vilipeso non rimarrà neppure la polvere.

Giuseppe Di Bella

tratto da www.disinformazione.it

 

 

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