Saturday, February 3, 2007

La società dei consumi produce follia

Ripropongo una vecchia intervista a Claudio Risè, psicologo analista junghiano, per una riflessione attualissima:

D. E’ vero che oggi le persone soffrono soprattutto di depressione?

R. La depressione é certo molto diffusa. Ma non è, nella maggior parte dei casi, un disagio a sé.
Il male di oggi é la forma maniaco-depressiva, nella quale la depressione si alterna col suo opposto, la posizione “maniacale”, l’euforia.
La nostra é una società programmaticamente euforica, dove l’ottimismo è obbligato, e quando uno ha speso tutte le sue energie nell’ “euforia”, cade nella depressione.

D. Perché accade questo?

R. Perché viviamo in una società dove il valore centrale è la continua espansione del consumo.
Ciò richiede la diffusione e il mantenimento di una posizione “euforica”: solo attraverso quest’atteggiamento psicologico si può convincere la gente a spendere sempre di più, consumare sempre di più, lavorare sempre di più, in modo da essere in grado di consumare il richiesto.
Anche il valore dato da questa società all’”immagine”, appunto una caratteristica dell’atteggiamento “maniacale”, a base narcisistica, è legato alla necessità di continuare a sviluppare i consumi.
Se le masse non diventano maniache ed euforiche i consumi ristagnano, le borse non salgono, il sistema si ferma. Il sistema, per sopravvivere, crea l’euforia.
E quindi, siccome l’euforia non può durare in eterno, come l’ “high” del cocainomane (che in genere è appunto un maniaco-depresso), il sistema crea la depressione.
Che è l’altra faccia dell’euforia maniacale.

(Intervista di Serena Zoli a Claudio Risé, Il Corriere della Sera, 17 marzo 2000)

Posted by Gian Paolo Vallati at 20:49:39 | Permalink | No Comments »