Venerdì 09 Novembre 2007

IL VINO E' TOSSICO ?



Quando ero bambino mio padre, farmacista e agricoltore per hobby, mi portava con lui a vendemmiare.
Seguivo tutte le fasi della catena che portava, alla fine dell'inverno, all'imbottigliamento di un vino dal sapore aspro e forte.

Il ricordo più vivo che ho era il momento in cui, nella cantina buia rischiarata da poche candele, accendeva dei pezzi di zolfo legati ad uno spago e li immergeva per diversi secondi all'interno delle grandi botti.
Se gli chiedevo il perchè, mi dava delle lunghe spiegazioni tecniche che non capivo bene.
Il rito era però troppo affascinante, tanto che a distanza di quarant'anni è ancora davanti ai miei occhi.

Oggi, quando leggo su una bottiglia di vino la scritta (obbligatoria dal 2005) : "Contiene Solfiti", capisco subito a cosa si riferisca.

Si tratta di Anidride Solforosa (nelle sue varie forme), derivata dalla combustione dello zolfo, e utilizzata stabilmente dall'industria enologica, sin dai primi del '900, come conservante, stabilizzante ed antiossidante.
Diventato ormai un ingrediente indispensabile alla fabbricazione del vino, è presente a dosi più o meno elevate, in tutti tipi di vino, dal bianco al rosso passando per rosati e passiti, di qualsiasi qualità, anche elevata.

Oltre ad avere alcuni innegabili vantaggi di carattere tecnico-produttivo, l’anidride solforosa è però una sostanza ad elevata tossicità per l'uomo.
Come afferma il Movimento Consumatori: "Già bevendo un bicchiere di vino contenente i valori massimi consentiti di anidride solforosa il consumatore raggiunge la Dose Giornaliera massima Accettabile indicata dalle organizzazioni mondiali della sanità. Inoltre l’anidride solforosa, a concentrazioni anche solo di tracce, è considerato un allergene ed è compresa nell’elenco delle sostanze che possono dare allergie, la cui presenza in un alimento dovrà in futuro essere obbligatoriamente segnalata in etichetta."

L'Anidride Solforosa è infatti un gas incolore, tossico per inalazione, corrosivo ed irritante per le vie respiratorie e il tubo digerente, provoca alterazioni nel metabolismo di alcuni amminoacidi e della vitamina B1. Si trova in moltissimi alimenti conservati (è l’additivo più usato come conservante) ed è riscontrabile in etichetta come antiossidante E 220, E 223 e E 224 (metabisolfito in forma di sale).

L'anidride solforosa contenuta nel vino (in tutti i vini, anche in molti da agricoltura biologica) può dare luogo ad effetti come il cerchio alla testa, violente emicranie, pesantezza o più seri fenomeni allergici come l'asma.
I Solfiti sono anche responsabili dell’azione degradativa a carico della vitamina B1, la cui carenza nell’uomo può provocare significative alterazioni a carico del metabolismo degli zuccheri (diabete).
La Fda americana ne ha proibito l’uso sui cibi da consumare freschi e alcuni solfiti non sono permessi in Svizzera e Australia.

In ogni caso tutti i vini oggi in commercio contengono quantità di queste sostanze che, a breve o a lungo termine, possono essere causa di problemi alla salute.

Una delle possibilità per ridurre gli effetti dannosi dei Solfiti è di far ossigenare bene il vino (anche bianco) prima di berlo.
L'Anidride Solforosa evapora in parte, riducendo così l'impatto dell'effetto tossico. (i vini bianchi possono avere quantità di Solfiti maggiori rispetto ai vini rossi).

Esistono delle tecniche alternative di vinificazione che escludono l'utilizzo di Anidride Sollforosa, ma poiché il sistema è ancora costoso, è appannaggio esclusivo di alcune aziende di eccellenza nel campo del biologico (vedi ad es. http://www.assiria.it/solfiti.asp ).

Se però i consumatori inizieranno ad essere più attenti a quello che bevono, spesso pagandolo profumatamente, e ad esigere garanzie per il proprio benessere, in futuro anche le grandi aziende saranno costrette ad applicare metodi nuovi compatibili con la salute e l'ambiente.




Posted by Gian Paolo Vallati at 19:21:51 | Permanent Link | Comments (0) |

Domenica 21 Gennaio 2007

La Terra si sta liberando di noi

Secondo l’ipotesi Gaia la Terra sarebbe un organismo vivente, con una sua vita propria e un suo meccanismo di autoregolazione.
In questa visione il riscaldamento globale, che ormai sta raggiungendo livelli allarmanti [1] altro non sarebbe che una specie di Febbre del pianeta.

Ma qual’è la funzione della febbre negli organismi viventi?
La spiegazione della medicina naturale è che :
“La febbre non è una malattia, ma un meccanismo di reazione alla malattia, generalmente legata a cause virali o batteriche. La febbre ha uno straordinario valore difensivo che favorisce la guarigione, poiché l’elevazione della temperatura corporea blocca la moltiplicazione dei microbi. La maggior parte dei virus e batteri viene eliminata a 40 gradi C. La febbre inoltre innesca o favorisce altri potenti meccanismi che portano alla guarigione. Bisogna dunque rispettare e valorizzare il ruolo difensivo naturale della febbre.” [2]

Gli esseri umani, con la loro follia espansionistica, con il consumo indiscriminato delle risorse, l’acqua per prima, con la produzione continua e progressiva di inquinamento, si comportano esattamente come dei virus, microrganismi potenzialmente dannosi per l’ambiente che è costretto ad ospitarli.

Finché virus e batteri rimangono al di sotto di una soglia di tollerabilità, l’organismo ospite può tranquillamente convivere con loro. Quando la loro moltiplicazione diventa pericolosa la febbre arriva a bloccarne la crescita e poi ne causa l’eliminazione.

E allora la logica conseguenza di questa visione è che la Terra stia aumentando la sua temperatura per eliminare quei parassiti che la stanno ammalando.

Se davvero le cause del surriscaldamento globale sono provocate o alimentate dall’uomo, è chiaro che la Terra sta prendendo le sue contromisure.
E prima o poi si libererà dei virus.

[1] http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/ambiente/rapporto-onu/rapporto-onu/rapporto-onu.html
[2] Roberto Bianchi, http://www.buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=496


Posted by Gian Paolo Vallati at 22:34:16 | Permanent Link | Comments (0) |