Mercoledì 14 May 2008

AIDS: il vaccino non si farà




una delle tante elaborazioni fotografiche che vengono spacciate per il retrovirus HIV
(vedi il commento di Fabio Franchi)



Dopo aver sbandierato per anni l'imminente realizzazione di un vaccino contro "la peste del millennio", adesso finalmente scienziati e ricercatori cominciano ad ammettere di avere ben poche possibilità di metterlo in pratica.

Un sondaggio realizzato dal quotidiano britannico The Indipendent tra i ricercatori più autorevoli del settore "ha rilevato un 'profondo pessimismo' nella comunità scientifica internazionale, soprattutto dopo il fallimento di un ultimo test che avrebbe potuto consegnare un vaccino entro la fine dell'anno scorso, l'ultimo di una serie di insuccessi che si ripetono da 25 anni" (1)

Dopo anni di propaganda a tamburo battente, questa impietosa conclusione degli eminenti scienziati è passata quasi sotto silenzio. Come sempre i portatori d’acqua del business scientifico si sono affrettati a far scomparire la notizia in qualche trafiletto.

Non resta che constatare come, ancora una volta, le mirabolanti promesse vengano regolarmente smentite a distanza di qualche anno. E che le ingenti somme spese siano andate ad alimentare una direzione di ricerca sterile e priva perfino di basi teoriche.
Ma nella strana storia dell’Aids ormai tutto è possibile.

Il caso italiano poi, manco a dirlo, è emblematico. L’equipe della dottoressa Ensoli, ricercatrice “di punta” nel campo del vaccino Hiv, nonostante le critiche e le polemiche che hanno accompagnato le sue dubbie ricerche (2) ha ottenuto dall’ISS, Istituto Superiore della Sanità, cifre davvero notevoli.

Secondo diverse fonti, tra cui la rivista scientifica Science (3), in tutto sarebbero stati stanziati dal governo italiano 52 milioni di euro, di cui 21 milioni di euro dal Ministero della Sanità per la sperimentazione in Italia e 31 milioni per un programma generale contro l’AIDS in Sud Africa, che include anche la fase II della sperimentazione.

Anche se ormai appare evidente che i risultati saranno pari a zero, lo smisurato stanziamento è il giusto premio che questi ed altri ricercatori ricevono per aver cavalcato la dottrina dominante, priva di riscontri davvero scientifici, ma alimentata da una accurata strategia del terrore, statistiche false, stime gonfiate ed inverificabili.

Di fronte ai tanti fallimenti e alla luce di nuove scoperte sulla natura dei retrovirus che nel frattempo sono state fatte (4), con un po’ di umiltà si sarebbero potute verificare strade alternative, come quelle proposte da Peter Duesberg e i suoi colleghi.

Ma non c’è da sperarlo, la Hubris scientifica continuerà nella sua strada sterile e autodistruttiva.
E noi saremo costretti, come sempre, a finanziarla.



(1) http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200804241330-eco-rt11090-art.html

(2) Il metodo Ensoli ha suscitato polemiche e perplessità perché nessuno dei due fondi è stato sottoposto al sistema di "peer-review" che prevede la valutazione dei progetti da parte di referees/revisori anonimi, competenti nella materia scientifica dei progetto e indipendenti dal proponente del progetto stesso.
Vedi : http://archivio.panorama.it/scienze/articolo/idA020001031668.art

(3) Science vol. 317 del 10 agosto 2007

(4) vedi: http://pensierolaterale.blog.com/Aids/, cap. 3, paragrafo PROGETTO GENOMA E RETROVIRUS





Posted by Gian Paolo Vallati at 23:55:54 | Permanent Link | Comments (2) |

Martedì 30 Ottobre 2007

GLI IMPRENDITORI DEL CANCRO


Giampaolo Angelucci,
proprietario di "Libero" e di un impero di cliniche private



Una serie di articoli del prestigioso quotidiano "Libero", ad opera dell'autorevole giornalista Peppe Rinaldi, tentano violentemente di screditare varie forme di terapie anti-cancro non ortodosse, a cominciare dalla terapia del dottor Hamer.

Un titolo per tutti: "Il pensiero cura il tumore - L'ultima truffa new age".

La grande preoccupazione di questo servo delle multinazionali del farmaco è quella che la Nuova Medicina Germanica del dottor Hamer stia prendendo piede anche in Italia.

Ma c'è un motivo per tanto allarmismo livoroso. E ce lo spiega Marcello Pamio, organizzatore di un convegno sulla libertà di scelta terapeutica.

"Libero" e tutti i suoi servi sono a libro paga degli Angelucci, imprenditori proprietari di un impero di cliniche private, dove vengono somministrate le lucrosissime "cure" a base di chemioterapia e consimili.

Così tutto quello che può mettere in crisi il grande business, va stroncato sul nascere.  Gli affari prima di tutto.
Ricordatelo, ogni volta che sentirete parlare di Truffa o Ciarlatani, riferiti a metodi di cura alternativi.

Per chi voglia conoscere davvero quale sia la reale validità della chemioterapia consiglio di leggere "Chemioterapia, una pratica assassina", (reperibile al link
http://www.aerrepici.org/chemio.pdf ) del dottor Alberto R. Mondini, autore del libro Kancropoli, la Mafia del Cancro.






Posted by Gian Paolo Vallati at 12:32:26 | Permanent Link | Comments (7) |

Venerdì 01 Giugno 2007

Risposta del Dottor Giuseppe Di Bella a “Il Sole 24 Ore”

 

Da oggi questo blog si occuperà principalmente di medicina alternativa, tecniche di guarigione naturale e autoguarigione.

E comincio dando spazio ad un uomo che si è trovato schiacciato dalla lobby criminale delle multinazionali farmaceutiche, il dottor Di Bella. Oggi, dopo la sua morte, il figlio Giuseppe prosegue la sua battaglia.

Questa è la sua lettera di risposta al solito articolo di giornalismo prezzolato al servizio della lobby:

Il consiglio superiore di sanità (CSS)diffuse nel dicembre 1997 un comunicato stampa contro il “Cosiddetto metodo Di Bella”, e malgrado un preciso mandato del Ministro Storace, non esaminò il razionale, il riscontro nelle banche dati medico scientifiche del MDB,nè concordò col sottoscritto, malgrado reiterate richieste, obiettivi e progettazione di uno studio retrospettivo secondo la normativa internazionale.

Non sottopose uno solo dei pazienti segnalati ad accertamenti ematochimici o strumentali.

E’ imminente la pubblicazione sul portale ufficiale www.metododibella.org (sezione News legislative) della documentazione scientifica completa che vanifica tutte le dichiarazioni contro il MDB riportate dal Sole 24 ore e riprese dal QN; e di tutti i documenti e corrispondenza con i Ministri Sirchia, Storace, e CSS. Per il CSS “La cura di Bella è nociva”, “bocciata senza appello”, non perché inefficace o tossica, ma perché ”nega l’accesso a farmaci antineoplastici di provata efficacia“.

I dati scientifici, quelli veri, non giornalistici, smentiscono i trionfali successi dei ”farmaci antineoplastici di provata efficacia” magnificati dal CSS, documentandone un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport,CT 2001-05-17]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br.J. Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia.

La sopravvivenza dei malati di tumore, quella vera, delle verifiche scientifiche, non giornalistico-televisive, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, molto meno alla radioterapia, e si riduce ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (Richards,BMJ2000;320:895–898). Del 29% solo il 2,5% era dovuto alla chemio, come pubblicato da Morgan G. e AA “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies”, sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60]. Questa fondamentale pubblicazione si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali, per accertare il reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza.

L’avvilente risultato: su cento ammalati la chemioterapia consente solo al 2,5% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali, Lopez nello studio clinico “Long–term results…Experience at the 20 th…” GacMed Mex [1998 mar. Apr,134(2):145-5] ha accertato che metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore. “La terapia oncologica sta facendo passi di grandi rilievo, gli anticorpi monoclonali“ proclama il CSS. Basta collegarsi al portale del National Cancer Institute, per comprendere le ragioni della delusione seguita alle grandi aspettative indotte dagli anticorpi monoclonali. A fronte di questi risultati della chemio, sono già pubblicati su riviste internazionali e reperibili in www.metododibella.org, studi che documentano, nelle malattie linfoproliferative, una sopravvivenza col MDB dell’ottanta per cento, e nei tumori polmonari in stadio 3° e 4° (critico-terminale), un incremento dell’aspettativa di vita del 270%, rispetto alle mediane di sopravvivenza ufficiali.

Digitando nella massima banca dati medico scientifica www.pubmed.gov “somatostatin or octreotide in cancer therapy”, chiunque può reperire 23.000 pubblicazioni a conferma del potente effetto antitumorale della Somatostatina e così per ogni componente del MDB come Melatonina ecc. In base a questi dati documentati e verificabili, lascio ai lettori di giudicare chi disprezza la Verità, Via della Vita, su quale terapia “debba scendere il sipario”, “i veti senza appello”, “le bocciature”. Redattrici de Il Sole, con i continui “cantare il requiem”, “celebrare il funerale” “recitare il de profundis” indulgete ad un’ossessiva terminologia funerea, dimenticate per un attimo la morte, volgetevi a considerare la bellezza dolce e infinita della vita, del rifiorire della vita nei tanti salvati dal quel “piccolo omino dai capelli bianchi” che sarà ancora ricordato quando di chi lo ha temuto, diffamato e vilipeso non rimarrà neppure la polvere.

Giuseppe Di Bella

tratto da www.disinformazione.it

 

 

Posted by Gian Paolo Vallati at 10:49:57 | Permanent Link | Comments (0) |