Mercoledì 13 Febbraio 2008

Veronesi e la polenta cancerogena



Confortato dall'eminente parere di Umberto Veronesi, famoso esponente della Casta del Cancro, nei prossimi post mi occuperò di alimentazione e salute.

"Fa più morti di tumore la cattiva alimentazione che non lo smog" ha dichiarato in passato il ricco e incensato "scienziato", sottolineando che "il 30% dei tumori sono collegati all'alimentazione", e che i veri pericoli, più che nei tubi di scappamento delle automobili, sono nascosti "nei preoccupanti livelli di aflatossine e micotossine cancerogene presenti nella polenta e nel latte". (1)

Per una volta (al di là della polenta cancerogena, che continuerò a mangiare allegramente) voglio prendere sul serio un esponente dell'oncologia ufficiale. Perché ritengo che l'inizio di ogni vera cura cominci dall'alimentazione, e non solo per i significati simbolici e psicologici che vi sono connessi. Noi siamo quello che mangiamo, dicevano certi antichi saggi.

Ma, poiché non posso e non voglio dare consigli a nessuno, riprenderò un concetto espresso dal Dr. Julian Whitaker, M.D., che scrisse in un bell'articolo dal titolo "COSA FAREI SE AVESSI IL CANCRO".

"non andrò a dire cosa dovreste fare se aveste il cancro; solo voi potete prendere quella decisione.
Vi dirò cosa io farei se avessi il cancro. Ugualmente importante, vi dirò cosa non farei.
Per incominciare non accetterei la diagnosi di cancro come una sentenza di morte;
non ingoierei qualsiasi cosa i miei medici mi darebbero.
Farei delle ricerche di trattamenti alternativi e diventerei l’unico esperto del mio stato di salute" (...)
"La dieta è una terapia contro il cancro molto più potente di quanto la maggior parte delle persone possano pensare.
Ci sono innumerevoli prove che una nutrizione migliore fortifica il sistema immunitario, rallenta la crescita dei tumori e protegge contro le metastasi" (2)




(1) da repubblica.it - 14 marzo 2005
(2) http://www.edgarcayce.it/media/Cosa%20farei.htm





Posted by Gian Paolo Vallati at 20:13:28 | Permanent Link | Comments (0) |

Venerdì 09 Novembre 2007

IL VINO E' TOSSICO ?



Quando ero bambino mio padre, farmacista e agricoltore per hobby, mi portava con lui a vendemmiare.
Seguivo tutte le fasi della catena che portava, alla fine dell'inverno, all'imbottigliamento di un vino dal sapore aspro e forte.

Il ricordo più vivo che ho era il momento in cui, nella cantina buia rischiarata da poche candele, accendeva dei pezzi di zolfo legati ad uno spago e li immergeva per diversi secondi all'interno delle grandi botti.
Se gli chiedevo il perchè, mi dava delle lunghe spiegazioni tecniche che non capivo bene.
Il rito era però troppo affascinante, tanto che a distanza di quarant'anni è ancora davanti ai miei occhi.

Oggi, quando leggo su una bottiglia di vino la scritta (obbligatoria dal 2005) : "Contiene Solfiti", capisco subito a cosa si riferisca.

Si tratta di Anidride Solforosa (nelle sue varie forme), derivata dalla combustione dello zolfo, e utilizzata stabilmente dall'industria enologica, sin dai primi del '900, come conservante, stabilizzante ed antiossidante.
Diventato ormai un ingrediente indispensabile alla fabbricazione del vino, è presente a dosi più o meno elevate, in tutti tipi di vino, dal bianco al rosso passando per rosati e passiti, di qualsiasi qualità, anche elevata.

Oltre ad avere alcuni innegabili vantaggi di carattere tecnico-produttivo, l’anidride solforosa è però una sostanza ad elevata tossicità per l'uomo.
Come afferma il Movimento Consumatori: "Già bevendo un bicchiere di vino contenente i valori massimi consentiti di anidride solforosa il consumatore raggiunge la Dose Giornaliera massima Accettabile indicata dalle organizzazioni mondiali della sanità. Inoltre l’anidride solforosa, a concentrazioni anche solo di tracce, è considerato un allergene ed è compresa nell’elenco delle sostanze che possono dare allergie, la cui presenza in un alimento dovrà in futuro essere obbligatoriamente segnalata in etichetta."

L'Anidride Solforosa è infatti un gas incolore, tossico per inalazione, corrosivo ed irritante per le vie respiratorie e il tubo digerente, provoca alterazioni nel metabolismo di alcuni amminoacidi e della vitamina B1. Si trova in moltissimi alimenti conservati (è l’additivo più usato come conservante) ed è riscontrabile in etichetta come antiossidante E 220, E 223 e E 224 (metabisolfito in forma di sale).

L'anidride solforosa contenuta nel vino (in tutti i vini, anche in molti da agricoltura biologica) può dare luogo ad effetti come il cerchio alla testa, violente emicranie, pesantezza o più seri fenomeni allergici come l'asma.
I Solfiti sono anche responsabili dell’azione degradativa a carico della vitamina B1, la cui carenza nell’uomo può provocare significative alterazioni a carico del metabolismo degli zuccheri (diabete).
La Fda americana ne ha proibito l’uso sui cibi da consumare freschi e alcuni solfiti non sono permessi in Svizzera e Australia.

In ogni caso tutti i vini oggi in commercio contengono quantità di queste sostanze che, a breve o a lungo termine, possono essere causa di problemi alla salute.

Una delle possibilità per ridurre gli effetti dannosi dei Solfiti è di far ossigenare bene il vino (anche bianco) prima di berlo.
L'Anidride Solforosa evapora in parte, riducendo così l'impatto dell'effetto tossico. (i vini bianchi possono avere quantità di Solfiti maggiori rispetto ai vini rossi).

Esistono delle tecniche alternative di vinificazione che escludono l'utilizzo di Anidride Sollforosa, ma poiché il sistema è ancora costoso, è appannaggio esclusivo di alcune aziende di eccellenza nel campo del biologico (vedi ad es. http://www.assiria.it/solfiti.asp ).

Se però i consumatori inizieranno ad essere più attenti a quello che bevono, spesso pagandolo profumatamente, e ad esigere garanzie per il proprio benessere, in futuro anche le grandi aziende saranno costrette ad applicare metodi nuovi compatibili con la salute e l'ambiente.




Posted by Gian Paolo Vallati at 19:21:51 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 18 Giugno 2007

LA DIETA SENZA MUCO

Pochi sanno che i cibi fatti con la farina bianca e i latticini in genere creano una specie di colla che, pian piano, aderisce alle pareti intestinali creando uno strato che impedisce ai nutrimenti di essere assorbiti ed avvelena quelli che riescono ad attraversarlo (prof. Arnold Ehret's).

Vorrei condividere con tutti gli amici che frequentano questo blog la riscoperta di una teoria interessante (risale al 1920), un metodo di cura naturale attraverso l'alimentazione. Riporto alcune informazioni tratte dal sito: http://www.arnoldehret.it/

Il prof. Arnold Ehret's ritieneva che molte delle malattie fossero dovute al muco accumulato in qualche organo o in qualche conduttura, in modo da alterarne il naturale funzionamento.

La farina bianca ed i prodotti derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla; Questa poltiglia può essere considerata come una sorgente di muco e costituisce uno dei tanti fattori di inquinamento del nostro organismo.

Nel tempo questo muco diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali, ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso.

Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell'intestino. Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.

Il glutine, una sostanza collosa che si trova soprattutto nel grano e perciò nel pane, può anch'esso danneggiare e bloccare i villi intestinali. I latticini hanno lo stesso effetto.

Il succo degli agrumi tende a sciogliere il muco. Questa è la ragione per cui alcuni non sopportano le fragole con il limone. I disturbi da essi riscontrati altro non sono che l'effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine

Qui sotto riporto una tabella che illustra in quale proporzione i vari alimenti sono in grado di generare del muco all'interno dell'organismo.

CAPACITÀ DI CREARE IL MUCO
CARNE
Manzo
38.61
Vitello
22.95
Pollo
24,32
Porco
12,47
Lingua
10,60
Prosciutto crudo
6.95
Lardo
4,33
PESCE
Molluschi
19,52
Salmone fresco
8.32
Pesce bianco
2,75
UOVA
Tuorlo
51,83
Intero
11.61
Albume
8,27
LATTICINI
Formaggi stagionati
17,49
Margarina
7,31
Burro
4,33
CEREALI
Fiocchi d'avena
20,71
Riso brillato
17,96
Dolciumi
12,31
Avena
11,31
Pane bianco
10,99
Orzo
10,58
Pane integrale
8,54
Pasta
5,11
Riso integrale
3,18
VEGETALI
Lenticchie
17,80
Cavolini di Bruxelles
13,15
Piselli secchi
9,70
Fagioli secchi
3,41
NOCI E SIMILARI
Spagnolette
16,39
Castagne
9,62
Noci
9,22
Mandorle
2,19
BEVANDE
Cioccolato
8,10
Birra
0,28

 

Suggerimenti per ridurre il muco intestinale


  • Evitare i cibi che creano il muco (farina bianca e derivati, riso brillato, uova, formaggi, carne di manzo, salumi e insaccati)

  • Utilizzare cibi che sciolgono il muco: agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere.

  • Usare frutta e verdura cruda possibilmente di stagione.

  • Iniziare la giornata con un bicchiere di acqua tiepida a cui sia stato aggiunto il succo di mezzo limone (si può dolcificare con poco fruttosio o zucchero di canna). Questa bevanda, presa il mattino a digiuno, rappresenta un ottimo sistema per liberarsi dal muco intestinale e fare provvista di vitamina C. Sarebbe un'abitudine da conservare per tutta la vita.

 

 

Posted by Gian Paolo Vallati at 22:51:04 | Permanent Link | Comments (1) |