Venerdì 25 Gennaio 2008

GLI OCCHI CHIUSI DELLA MEDICINA



A proposito di Luigi Oreste Speciani, di cui ho parlato recentemente in un post, e dell’atteggiamento della medicina ufficiale, oggi mi è tornato in mente un episodio di molto tempo fa.

Una ventina di anni or sono mi capitò di conoscere uno dei più valorosi allievi di Speciani, Ezio Zucconi Mazzini, allora assistente primario di ematologia, poi psicoanalista bioenergetico, allievo e amico di Alexander Lowen, con una lunga serie di altre specializzazioni e benemerenze che ora non ricordo.

Andai a trovarlo nell’ospedale dove lavorava come ematologo. Aveva il suo studio in una soffitta, dove curava i suoi pazienti applicando le teorie di Speciani: non si può curare l’uomo se non si cura anche la sua anima (1)
E quel giorno mi raccontò un episodio illuminante.
Poco tempo prima aveva guarito un ragazzo dalla colite ulcerosa cronica, malattia incurabile secondo la medicina ufficiale (2), attraverso un attento lavoro di psicoterapia integrato con trattamenti omeopatici e cure naturali.

A guarigione avvenuta, la mamma del ragazzo, felice ed incredula, aveva riportato suo figlio dallo specialista che in precedenza aveva avuto in cura il ragazzo per mesi senza ottenere alcun risultato.
Lo specialista non aveva potuto che constatare l’avvenuta guarigione, senza peraltro riuscire a dare alcuna spiegazione.

A questo punto Ezio mi guardò negli occhi e mi pose una domanda: “Cosa avresti fatto tu, al posto di quel medico di fronte ad un fatto così incredibile?”.
La risposta era chiara, e non ci pensai nemmeno un attimo: “Ti avrei telefonato al volo, per sapere come c’eri riuscito”.
Lui sorrise, scosse il capo e disse sconsolato: “Ci credi che questo collega non ha voluto nemmeno sapere il mio nome? Ha semplicemente cancellato il fatto dalla sua casistica. E probabilmente lo cancellerà anche dalla sua memoria.”

Lascio trarre ai miei sparuti lettori le conclusioni di questa storia.
Aggiungo solo che spesso coloro che chiedono prove e verifiche “scientifiche” quando si parla di medicine non ufficiali, sono un po’ simili a quel medico specialista.

Quando le prove arrivano, fanno finta che siano dovute al caso o che non esistano, piuttosto che aprire gli occhi e rimettere in discussione le proprie conoscenze limitate.




1 - Scriveva il medico Luigi Oreste Speciani: "le malattie che la medicina attuale non sa curare - cancro compreso - vengono... da un turbamento dell'Id (cioè dell'anima vegetativa, Nefesh ebraico, forma corporis tomasiana, aura di Kirljan, orgone di Reich, prahna) da non confondersi con l'anima sopravvivente, cioè il Ruak-sheol ebraico, la substantia spiritualis di San Tommaso, oggetto delle speculazioni metafisiche e teologiche".
Nell'individuo l'unità mente-corpo è inscindibile. La medicina sintomatica si affanna inutilmente a curare l'organo perdendo di vista l'insieme, la totalità dell'individuo, sintesi di anima e soma, che è la comprensione di tutto.
Oreste Speciani questo lo aveva ben compreso e affermava che: "La chiave del mistero è la natura psicosomatica dell'uomo" e che "l'uomo è l'unica medicina di se stesso, e che nessuno dei nostri superbi interventi è capace di guarire, ma solo di aiutare l'uomo a farlo".

2 - che infatti si limita alla soppressione dei sintomi e degli effetti più gravi con trattamenti a base di cortisone ed immunosoppressori, quando non arriva all’asportazione chirurgica del colon



Posted by Gian Paolo Vallati at 20:57:58 | Permanent Link | Comments (0) |

Sabato 19 Gennaio 2008

PIERO ANGELA E LA SCIENZA




Piero Angela e la sua fanatica adesione ai principi della scienza moderna, la sua lotta contro il pensiero magico, mi ricorda certi contadini della Toscana e dell’Umbria che, negli anni sessanta, vennero convinti da antiquari furbi e privi di scrupoli a cedere la loro mobilia “vecchia” (che in alcuni casi aveva qualche secolo di storia) in cambio di mobili “moderni” di formica e truciolato.

Erano convinti di fare un grosso affare, e non riuscivano a capacitarsi che potesse esistere gente così bizzarra da avere interesse per mobili vecchi e tarlati. Si ritrovarono così con le loro squallide cucine di laminato plastico, illuminati dalla triste luce azzurrina dell’immancabile televisore in salotto, fieri di far parte della “civiltà”, finalmente “moderni”.

Così l’abbandono del pensiero magico, con i suoi preziosi “pezzi d’antiquariato” quali l’Yi Ching, l’astrologia, la kabbala, carichi di millenni di saggezza, è coinciso con l’avvento delle “scienze oggettive”, il pensiero razionale/illuminista, democraticamente alla portata di tutte le menti, come i pezzi fatti in serie delle catene di montaggio, che oggi illumina con la sua gelida luce al neon le nostre vite.






Posted by Gian Paolo Vallati at 14:27:16 | Permanent Link | Comments (3) |