Lunedì 18 Giugno 2007

LA DIETA SENZA MUCO

Pochi sanno che i cibi fatti con la farina bianca e i latticini in genere creano una specie di colla che, pian piano, aderisce alle pareti intestinali creando uno strato che impedisce ai nutrimenti di essere assorbiti ed avvelena quelli che riescono ad attraversarlo (prof. Arnold Ehret's).

Vorrei condividere con tutti gli amici che frequentano questo blog la riscoperta di una teoria interessante (risale al 1920), un metodo di cura naturale attraverso l'alimentazione. Riporto alcune informazioni tratte dal sito: http://www.arnoldehret.it/

Il prof. Arnold Ehret's ritieneva che molte delle malattie fossero dovute al muco accumulato in qualche organo o in qualche conduttura, in modo da alterarne il naturale funzionamento.

La farina bianca ed i prodotti derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla; Questa poltiglia può essere considerata come una sorgente di muco e costituisce uno dei tanti fattori di inquinamento del nostro organismo.

Nel tempo questo muco diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali, ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso.

Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell'intestino. Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.

Il glutine, una sostanza collosa che si trova soprattutto nel grano e perciò nel pane, può anch'esso danneggiare e bloccare i villi intestinali. I latticini hanno lo stesso effetto.

Il succo degli agrumi tende a sciogliere il muco. Questa è la ragione per cui alcuni non sopportano le fragole con il limone. I disturbi da essi riscontrati altro non sono che l'effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine

Qui sotto riporto una tabella che illustra in quale proporzione i vari alimenti sono in grado di generare del muco all'interno dell'organismo.

CAPACITÀ DI CREARE IL MUCO
CARNE
Manzo
38.61
Vitello
22.95
Pollo
24,32
Porco
12,47
Lingua
10,60
Prosciutto crudo
6.95
Lardo
4,33
PESCE
Molluschi
19,52
Salmone fresco
8.32
Pesce bianco
2,75
UOVA
Tuorlo
51,83
Intero
11.61
Albume
8,27
LATTICINI
Formaggi stagionati
17,49
Margarina
7,31
Burro
4,33
CEREALI
Fiocchi d'avena
20,71
Riso brillato
17,96
Dolciumi
12,31
Avena
11,31
Pane bianco
10,99
Orzo
10,58
Pane integrale
8,54
Pasta
5,11
Riso integrale
3,18
VEGETALI
Lenticchie
17,80
Cavolini di Bruxelles
13,15
Piselli secchi
9,70
Fagioli secchi
3,41
NOCI E SIMILARI
Spagnolette
16,39
Castagne
9,62
Noci
9,22
Mandorle
2,19
BEVANDE
Cioccolato
8,10
Birra
0,28

 

Suggerimenti per ridurre il muco intestinale


  • Evitare i cibi che creano il muco (farina bianca e derivati, riso brillato, uova, formaggi, carne di manzo, salumi e insaccati)

  • Utilizzare cibi che sciolgono il muco: agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere.

  • Usare frutta e verdura cruda possibilmente di stagione.

  • Iniziare la giornata con un bicchiere di acqua tiepida a cui sia stato aggiunto il succo di mezzo limone (si può dolcificare con poco fruttosio o zucchero di canna). Questa bevanda, presa il mattino a digiuno, rappresenta un ottimo sistema per liberarsi dal muco intestinale e fare provvista di vitamina C. Sarebbe un'abitudine da conservare per tutta la vita.

 

 

Posted by Gian Paolo Vallati at 22:51:04 | Permanent Link | Comments (1) |

Mercoledì 13 Giugno 2007

L'ILLUSIONE DELLA MALATTIA

DI MIKE ADAMS
Quantum Balancing

Traduzione di Gianluca Freda

La medicina tradizionale ha la curiosa abitudine di etichettare come malattia un insieme di sintomi. Ad esempio, ho visto di recente un manifesto che pubblicizzava un nuovo farmaco contro l'osteoporosi. Era di una compagnia farmaceutica e diceva: "L'osteoporosi è una malattia che provoca debolezza e fragilità delle ossa". Il manifesto continuava dicendo che c'è bisogno di un farmaco particolare per combattere questa malattia.

Qui il linguaggio è a rovescio. L'osteoporosi non è una malattia che provoca debolezza delle ossa. Osteoporosi è il nome dato a una diagnosi di debolezza delle ossa. In altre parole, prima viene la debolezza delle ossa e poi viene la diagnosi.

Un'altra compagnia farmaceutica definisce l'osteoporosi come "malattia che rende le ossa più sottili". Ancora una volta causa ed effetto sono invertiti. E' così che le compagnie farmaceutiche vogliono che la gente pensi alle malattie e ai sintomi: prima "vi prendete" la malattia, poi essa vi viene "diagnosticata", appena in tempo per consentirvi di prendere un costoso nuovo farmaco per il resto della vostra vita.

Ma sono tutte cazzate. Non esiste la malattia dell'osteoporosi. E' solo un nome per un insieme di sintomi che indicano che avete permesso alle vostre ossa di diventare fragili. E per curarla i medici occidentali vi prescriveranno farmaci che pretendono di rendere le vostre ossa meno deboli.

Potrebbero tranquillamente chiamarla Malattia di Fragilità delle Ossa e spiegare chiaramente quale sia la cura: esercizio, vitamina D, integrazioni minerali di calcio e stronzio, luce solare e tenersi lontani da sostanze come bibite gassate, farina bianca e zuccheri aggiunti, che privano le ossa di consistenza.

Il diabete è un altro esempio di situazione a cui è stato dato un nome complesso per porre la soluzione fuori dalla portata del paziente medio. Il diabete di tipo 2, tecnicamente, non è una malattia. E' solo un naturale effetto metabolico del consumo di grandi quantità di carboidrati raffinati e zuccheri aggiunti non compensato da regolare esercizio fisico.

Il nome "diabete" è incomprensibile per l'individuo medio. Si potrebbe chiamarlo Malattia da Eccesso di Zuccheri. Se lo chiamassero Malattia da Eccesso di Zuccheri la soluzione risulterebbe evidente a chiunque.

[...]
Ecco un altro esempio: il colesterolo alto. La medicina tradizionale dice che il colesterolo alto è causato da uno squilibrio chimico del fegato, l'organo che produce il colesterolo. Perciò la cura sono farmaci (farmaci statinici) che inibiscono la produzione di colesterolo da parte del fegato. Prendendo questi farmaci l'eccesso di colesterolo (la "malattia") viene regolato.

Ma ancora una volta è evidente l'errore fatale in questo tipo di approccio: il sintomo non è la causa della malattia. La causa è un'altra, sistematicamente ignorata dalla medicina tradizionale, dai medici, dalle compagnie farmaceutiche e perfino dai pazienti. La causa primaria del colesterolo alto sta nella dieta. Una persona che consumi cibi pieni di grassi saturati e oli idrogenati produrrà inevitabilmente più colesterolo. E' un semplice rapporto di causa ed effetto, non un bizzarro comportamento del fegato.

Se si volesse dare alla malattia un nome appropriato, bisognerebbe chiamarla Malattia da Consumo di Cibi Grassi. Questo la renderebbe più chiara alle persone. E l'ovvio rimedio alla malattia sarebbe il consumo di cibi meno grassi. Certo, sarebbe una semplificazione un po' eccessiva, perché bisogna distinguere tra grassi che fanno bene e grassi che fanno male. Ma almeno questo nome darebbe ai pazienti un'idea più precisa di ciò che sta realmente succedendo.

Al di fuori degli Stati Uniti, i nomi delle malattie espressi in altre lingue (per esempio in cinese) descrivono in maniera più accurata le loro reali cause. Nella medicina occidentale, invece, i nomi delle malattie servono a rendere oscure le loro cause reali. Ciò fa sembrare le malattie molto più complesse e misteriose di quanto siano in realtà.

E' un peccato, perché i trattamenti e le cure per quasi tutte le malattie croniche sono in realtà molto semplici e potrebbero essere descritti con un linguaggio chiaro. Prevenire e far regredire queste malattie richiede solo un linguaggio capace di descrivere cose come: fare diverse scelte alimentari, ricevere più luce naturale, bere più acqua, svolgere regolare esercizio fisico, evitare particolari tossine, integrare la propria dieta, e così via.

C'è un alto livello di arroganza nel linguaggio della medicina occidentale e questa arroganza accresce la separazione tra i dottori e i loro pazienti. La separazione non produce mai guarigione. Per produrre guarigione occorre unire medici e pazienti nell'uso di un linguaggio chiaro che la gente possa comprendere e su cui possa agire.

La comunità medica è inflazionata dall'egocentrismo e a nessuno fa piacere che la salute appaia alla portata di qualsiasi persona. Mantenere complicato il linguaggio della malattia serve a tenerla fuori dalla portata del pubblico.

Ma la salute è a disposizione di qualsiasi persona. Non è fisica nucleare. Non è complicata. E non richiede ricette mediche. Stare in salute è cosa facile, raggiungibile e diretta. Ed è, in gran parte, senza spesa, se si invoca il potere curativo della luce solare, dell'acqua pura, della riduzione dello stress, dell'esercizio e della scelta di cibi sani.

Versione originale:

Mike Adams
Fonte: http://www.quantumbalancing.com/
Link: http://www.quantumbalancing.com/news/illusionofdisease.htm

Versione italiana:

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2007-06-01.html
Traduzione di Gianluca Freda

Posted by Gian Paolo Vallati at 17:46:07 | Permanent Link | Comments (0) |

Venerdì 01 Giugno 2007

Risposta del Dottor Giuseppe Di Bella a “Il Sole 24 Ore”

 

Da oggi questo blog si occuperà principalmente di medicina alternativa, tecniche di guarigione naturale e autoguarigione.

E comincio dando spazio ad un uomo che si è trovato schiacciato dalla lobby criminale delle multinazionali farmaceutiche, il dottor Di Bella. Oggi, dopo la sua morte, il figlio Giuseppe prosegue la sua battaglia.

Questa è la sua lettera di risposta al solito articolo di giornalismo prezzolato al servizio della lobby:

Il consiglio superiore di sanità (CSS)diffuse nel dicembre 1997 un comunicato stampa contro il “Cosiddetto metodo Di Bella”, e malgrado un preciso mandato del Ministro Storace, non esaminò il razionale, il riscontro nelle banche dati medico scientifiche del MDB,nè concordò col sottoscritto, malgrado reiterate richieste, obiettivi e progettazione di uno studio retrospettivo secondo la normativa internazionale.

Non sottopose uno solo dei pazienti segnalati ad accertamenti ematochimici o strumentali.

E’ imminente la pubblicazione sul portale ufficiale www.metododibella.org (sezione News legislative) della documentazione scientifica completa che vanifica tutte le dichiarazioni contro il MDB riportate dal Sole 24 ore e riprese dal QN; e di tutti i documenti e corrispondenza con i Ministri Sirchia, Storace, e CSS. Per il CSS “La cura di Bella è nociva”, “bocciata senza appello”, non perché inefficace o tossica, ma perché ”nega l’accesso a farmaci antineoplastici di provata efficacia“.

I dati scientifici, quelli veri, non giornalistici, smentiscono i trionfali successi dei ”farmaci antineoplastici di provata efficacia” magnificati dal CSS, documentandone un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport,CT 2001-05-17]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br.J. Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia.

La sopravvivenza dei malati di tumore, quella vera, delle verifiche scientifiche, non giornalistico-televisive, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, molto meno alla radioterapia, e si riduce ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (Richards,BMJ2000;320:895–898). Del 29% solo il 2,5% era dovuto alla chemio, come pubblicato da Morgan G. e AA “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies”, sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60]. Questa fondamentale pubblicazione si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali, per accertare il reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza.

L’avvilente risultato: su cento ammalati la chemioterapia consente solo al 2,5% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali, Lopez nello studio clinico “Long–term results…Experience at the 20 th…” GacMed Mex [1998 mar. Apr,134(2):145-5] ha accertato che metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore. “La terapia oncologica sta facendo passi di grandi rilievo, gli anticorpi monoclonali“ proclama il CSS. Basta collegarsi al portale del National Cancer Institute, per comprendere le ragioni della delusione seguita alle grandi aspettative indotte dagli anticorpi monoclonali. A fronte di questi risultati della chemio, sono già pubblicati su riviste internazionali e reperibili in www.metododibella.org, studi che documentano, nelle malattie linfoproliferative, una sopravvivenza col MDB dell’ottanta per cento, e nei tumori polmonari in stadio 3° e 4° (critico-terminale), un incremento dell’aspettativa di vita del 270%, rispetto alle mediane di sopravvivenza ufficiali.

Digitando nella massima banca dati medico scientifica www.pubmed.gov “somatostatin or octreotide in cancer therapy”, chiunque può reperire 23.000 pubblicazioni a conferma del potente effetto antitumorale della Somatostatina e così per ogni componente del MDB come Melatonina ecc. In base a questi dati documentati e verificabili, lascio ai lettori di giudicare chi disprezza la Verità, Via della Vita, su quale terapia “debba scendere il sipario”, “i veti senza appello”, “le bocciature”. Redattrici de Il Sole, con i continui “cantare il requiem”, “celebrare il funerale” “recitare il de profundis” indulgete ad un’ossessiva terminologia funerea, dimenticate per un attimo la morte, volgetevi a considerare la bellezza dolce e infinita della vita, del rifiorire della vita nei tanti salvati dal quel “piccolo omino dai capelli bianchi” che sarà ancora ricordato quando di chi lo ha temuto, diffamato e vilipeso non rimarrà neppure la polvere.

Giuseppe Di Bella

tratto da www.disinformazione.it

 

 

Posted by Gian Paolo Vallati at 10:49:57 | Permanent Link | Comments (0) |