Domenica 21 Gennaio 2007

La Terra si sta liberando di noi

Secondo l’ipotesi Gaia la Terra sarebbe un organismo vivente, con una sua vita propria e un suo meccanismo di autoregolazione.
In questa visione il riscaldamento globale, che ormai sta raggiungendo livelli allarmanti [1] altro non sarebbe che una specie di Febbre del pianeta.

Ma qual’è la funzione della febbre negli organismi viventi?
La spiegazione della medicina naturale è che :
“La febbre non è una malattia, ma un meccanismo di reazione alla malattia, generalmente legata a cause virali o batteriche. La febbre ha uno straordinario valore difensivo che favorisce la guarigione, poiché l’elevazione della temperatura corporea blocca la moltiplicazione dei microbi. La maggior parte dei virus e batteri viene eliminata a 40 gradi C. La febbre inoltre innesca o favorisce altri potenti meccanismi che portano alla guarigione. Bisogna dunque rispettare e valorizzare il ruolo difensivo naturale della febbre.” [2]

Gli esseri umani, con la loro follia espansionistica, con il consumo indiscriminato delle risorse, l’acqua per prima, con la produzione continua e progressiva di inquinamento, si comportano esattamente come dei virus, microrganismi potenzialmente dannosi per l’ambiente che è costretto ad ospitarli.

Finché virus e batteri rimangono al di sotto di una soglia di tollerabilità, l’organismo ospite può tranquillamente convivere con loro. Quando la loro moltiplicazione diventa pericolosa la febbre arriva a bloccarne la crescita e poi ne causa l’eliminazione.

E allora la logica conseguenza di questa visione è che la Terra stia aumentando la sua temperatura per eliminare quei parassiti che la stanno ammalando.

Se davvero le cause del surriscaldamento globale sono provocate o alimentate dall’uomo, è chiaro che la Terra sta prendendo le sue contromisure.
E prima o poi si libererà dei virus.

[1] http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/ambiente/rapporto-onu/rapporto-onu/rapporto-onu.html
[2] Roberto Bianchi, http://www.buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=496


Posted by Gian Paolo Vallati at 22:34:16 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì 16 Gennaio 2007

Saggezza dall'Iran

Il poeta persiano Jelaluddin Rumi mi ha mandato questo breve post, direttamente dal XIII secolo.

Ve lo giro per conoscenza:

 

"Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto e ingiusto, c’è un luogo.

Incontriamoci là "

 

 

 

Posted by Gian Paolo Vallati at 22:33:45 | Permanent Link | Comments (2) |

Giovedì 11 Gennaio 2007

una vita da criceti

di seguito un interessante articolo di Maurizio Pallante
Fonte: www.carta.org - 9.10.06


Fino all'età di quattordici anni sono vissuto in una casa senza frigorifero.
Eppure, nonostante possa sembrare incredibile, il mio sviluppo psico-fisico non ne ha risentito.

Erano gli anni Cinquanta e abitavamo in città. Nonostante ciò, non ricordo che ce ne derivassero particolari disagi, anche se eravamo in quattro bambini da crescere. E la nostra famiglia non era un'eccezione. Tra quelle che frequentavamo non c'era nessuna che avesse questo elettrodomestico. All'inizio degli anni Sessanta, improvvisamente e in perfetta sincronia con i nostri conoscenti, abbiamo scoperto di sentirne la mancanza. Come in una sorta di disvelamento collettivo ci siamo resi conto che non potevamo più farne a meno per vivere dignitosamente. Da allora, chiunque mette su casa, lo considera uno dei pochi oggetti dal quale non si può prescindere, oltre al letto, la cucina, il tavolo, un armadio e la televisione.

Ma qual è l'utilità del frigorifero? Beh, ti consente di conservare più a lungo i cibi deperibili, per cui puoi andarli a comprare una volta alla settimana e non ogni giorno. Tutti in fila con i carrelli davanti alle casse dei supermercati. Senza dubbio una bella comodità. Si risparmia un sacco di tempo. E di tempo ne hai sempre così poco.

Sì, ma perché ne hai poco? Perché lavori tutto il giorno e in più ti ci vuole un'ora per andare e un'ora per tornare. Nel poco che ti resta, c'è il bambino da portare a nuoto, le commissioni, la casa da tenere in ordine.
Sì, ma perché devi lavorare tutto il giorno? Per avere i soldi necessari a pagare il frigorifero che ti fa risparmiare tempo a fare la spesa, tutti gli altri elettrodomestici che ti fanno risparmiare altro tempo e le bollette dell'energia elettrica che consumi per farli funzionare.

Li guardi, chiusi nelle loro automobili con lo sguardo perso nel vuoto, mentre affiancano la tua automobile ogni mattina negli interminabili intasamenti sulle tangenziali e sulle vie cittadine.
Li rivedi ogni sera al ritorno, chiusi nelle lo automobili con lo sguardo spento, negli interminabili intasamenti sulle tangenziali e sulle vie cittadine. Se provassi a chiedere perché sono lì, a respirare fiotti di gas di scarico, ti direbbero che farebbero volentieri a meno di usare la loro automobile tutti i giorni sul tragitto casa-lavoro-casa, ma sono costretti a farlo.

Non si rendono nemmeno conto che vanno a lavorare per avere i soldi necessari a comprare l'automobile di cui hanno bisogno per andare a lavorare. Se sommassero la svalutazione del capitale con i costi di gestione e manutenzione ordinaria, si accorgerebbero che assorbono cinque stipendi ogni anno. Se non hanno incidenti.
E se non tengono conto di quella parte di tasse che vengono usate per costruire e manutenere le infrastrutture necessarie a far circolare le automobili, nonché per pagar e le spese ospedaliere degli incidenti automobilistici: 250.000 ogni anno, con una mortalità di 8.000 persone.

Lavorare per la crescita del Pil? Per produrre sempre più cose sempre meno utili e sempre più dannose? Per avere i soldi necessari a comprarle? Hai presenti i criceti che corrono dentro la ruota? Con l'aggravante che questo fare fine a se stesso, oltre a distruggerti la vita, comporta una progressiva devastazione del territorio, un aumento crescente dell'inquinamento, un progressivo esaurimento delle risorse, una sottrazione di ciò che è necessario a quattro quinti dell'umanità per seppellire sotto quantità crescenti di rifiuti il restante quinto di cui fai parte.


Vale la pena rileggere un passo del "Piccolo principe" di Antoine De Saint-Exupéry. "Buongiorno", disse il piccolo principe. "Buongiorno", disse il mercante. Era un mercante di pillole perfezionate che tolgono la sete. Se ne inghiotte una a settimana e non si prova più il bisogno di bere. "Perché le vendi?",! disse i l piccolo principe. "È una grande economia di tempo", disse il mercante. Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatre minuti alla settimana. "E cosa si può fare in questi cinquantatre minuti?". "Si fa ciò che si vuole…". "Io - disse il piccolo principe - se avessi 53 minuti a disposizione, camminerei lentamente verso una fontana…".



Posted by Gian Paolo Vallati at 14:30:40 | Permanent Link | Comments (0) |